Educatori: formazione e rapporti di rete
Pubblicato da Hathi in Metodologie educative · Mercoledì 19 Nov 2025 · 1:45
“L’educazione è cosa di cuore” con queste semplici e disarmanti parole Don Bosco indica chiaramente agli educatori, oggi come allora, quale deve essere la spinta che porta a svolgere questo meraviglioso ed entusiasmante servizio: L’amore.
Amore verso i giovani, soprattutto quei giovani che vengono lasciati ai margini che non desiderano altro che essere accolti ed aspettano solo un segno di apertura.
Amore verso il territorio in cui si opera con tutte le sue sfaccettature.
Amore e passione verso i temi dell’educazione.
La società di oggi è ben diversa di allora e le sfide educative sono molteplici, basti pensare a quanto circola nei social ed in alcuni centri di aggregazione giovanile.
Per affrontare queste sfide l’amore può non bastare. Occorre, come abbiamo già detto in altre occasioni, conoscenza e competenza.
Nel nostro territorio esistono diverse realtà educative che si contraddistinguono per la proposta e il metodo utilizzati, diventa così necessario riuscire a creare rapporti di rete che attraverso sinergie tra progetti possano portare una proposta (negli obiettivi) il più possibile unitaria.
Quale deve essere allora il giusto atteggiamento degli educatori soprattutto dei responsabili?
Non un atteggiamento di supremazia vantando diritti di primogenitura e di copyright che non si hanno, ma un’apertura al confronto con le altre realtà che, a prescindere dei termini che legittimamente utilizzano, si occupano di riempire dei vuoti educativi secondo il metodo che ritengono più opportuno rispetto alla porzione di territorio (parrocchia, quartiere ed altro) in cui operano.
“Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!” (Mt 9,37-38).
Tanta è la domanda di educazione e c’è sempre più bisogno di educatori, pur in un contesto di volontariato, motivati e competenti. Su questo, secondo me, si gioca la partita dell’educazione: accoglienza, formazione e apertura al confronto.
Hathi
